Svizzera? Ma no… Argentina!

Lasciataci l’isola alle spalle, torniamo a Puerto Montt per riattraversare le Ande verso la cosiddetta “regione dei laghi” argentina, condividendo con tanti altri backpacker (eh sì, siamo di nuovo sulla gringo route) il tragitto internazionale in bus che dopo una buona porzione d’asfalto si inerpica fino al passo d’alta montagna inoltrandosi in un paesaggio davvero surreale… sembra abbia nevicato da poco, ma non è cosi: l’aria, strani cumuli e dune di sabbia al ciglio della strada, uno spesso tappeto nel bosco fitto fitto, la corteccia degli alberi (spogli! come fosse autunno inoltrato), i cocuzzoli imponenti dei monti, è tutto grigio. E pure noi, che non possiamo evitare di scendere al paso fronterizo per i soliti controlli doganali (ormai banale routine), in un attimo ci ritroviamo tutti infarinati e ricoperti di polvere bruna. Il paesaggio spettrale e inquietante è opera del vulcano cileno in eruzione, piovono ceneri finissime da giorni, è un disastro, ci dicono, ma qui la natura fa di questi scherzi e pare nessuno ci faccia molto caso; tanto più che poco più avanti, arrivati a valle nella leccata cittadina di Bariloche, a parte lo straterello di polvere su ogni e qualsiasi superficie esposta non sembra che il turismo ne risenta granché: sciami di visitatori vengono accolti con disinvoltura tra gli armoniosi chalet in stile alpino in pietra e legno sulle rive del grande (e blu) lago Nahuel Huapi, col sole limpido tra le rade veloci nuvole bianche nel cielo appena un po’ più chiaro dell’acqua mica poco mossa.

A noi che usciamo direttamente dall’overdose di ruralità tradizionale e autentica di Chiloé, questo posto appare senza dubbio più “occidentale” – per i paesaggi, la natura, l’architettura e l’atmosfera, potremmo tranquillamente essere nella pulita e ricca Svizzera. E allora ci lasciamo trasportare dall’onda e per prima cosa ci lanciamo sportivamente verso il classico “Circuito Chico” per una bella giornata in bici nei dintorni, esercitando le gambette sui continui saliscendi per i tornanti con paesaggi superbi di verdi cipressi e coyhue enormi tra laghi azzurri e turchesi e cattive vette rocciose.  Meno male che a ricordarci che siamo dall’altra parte del mondo c’è il Centro Civico di Bariloche, con il ricco museo di Patagonia, nel quale ci perdiamo a leggere degli animali e della geologia e delle popolazioni indigene e della (triste) storia della Conquista del Desierto e della tormentata formazione di questa nazione e a guardare le foto di nativi Tehuelche di fine ‘800; e poi, in Europa cioccolaterie come il “Mamushka” se ne trovano pure, ma del filetto di trota fresco, buono e barato come da queste parti… magari non così facilmente! E noi non ci facciamo certo scappare l’occasione di rendere giustizia a una materia prima così preziosa avendo tra l’altro a disposizione un’intera cucina attrezzata (anzi, due tra cui scegliere… non ci pare vero!) in un bell’ostello con la sala da pranzo e i corridoi decorati coi simpatici disegni e caricature di Molina Campos: le nostre cenette a “El Gaucho”, la nostra casa a Bariloche, resteranno impresse tra le più memorabili dell’intero viaggio.

Panorama dall’hotel Llao Llao, dintorni di Bariloche

Ricaricate per bene le batterie riprendiamo ad andare in grande stile, percorrendo un bel mattino da Villa La Angostura verso nord la famosa Ruta de Los Siete Lagos che si snoda tra curve, salite e discese di ghiaia tra montagne di roccia ricoperte di foresta e innumerevoli laghi azzurri e verdi. Passiamo oltre il paesino di San Martin, in cerca di un posto più piccolo e magari meno turistico, e arriviamo a Junín de Los Andes, dove però a sorpresa c’è il pienone… è l’ultimo giorno della fiesta del puestero e non è facile trovare da dormire; per fortuna all’ufficio turistico hanno mappe e liste complete di tutti gli alojamientos della città ed è sempre il caso di avere fiducia nella fortuna della S. che alla fine trova una bella ed economica stanzetta privata al “Tromen”, un ostello dall’aria tranquilla e familiare dove in questi tre giorni faremo diverse belle conoscenze, tra cui Henry, infaticabile ciclista cileno a spasso su due ruote per qualche giorno per gli alti passi andini, ai cui aneddoti di viaggio dobbiamo l’eccedentissima dose di prezzemolo che S. sparge distratta sulla carbonara.

 Nel villaggetto di Junín non restano che gli scampoli della fiesta, in compenso però il mercatino allestito per le strade del paese rimane piuttosto attivo e oltre ai classici calzini, oggetti per la casa e giocattoli è ricolmo di tutta l’oggettistica utile ad un vero gaucho:  un tripudio di selle, foderi, coltelli, briglie, stivali, cinture e pantaloni di fattura locale, tutte bellissime e autentiche creazioni artigianali in legno e cuoio tra cui gironzoliamo prima di essere accalappiati da una buttadentro della sala teatrale comunale – che ci invita per la sera successiva a uno spettacolo che si rivelerà sorprendentemente carino, l’introspettivo “Días contados”.

Per un pomeriggio diamo pure sfogo al nostro sempiterno piacere di camminare e ci inerpichiamo su per il colle che domina la cittadina, percorrendo la cosiddetta Via Christi: un singolare parco a tema, tra statue e letture che rievocano il messaggio e le sofferenze di Gesù in parallelo alla cultura ed alle vessazioni subite dalle popolazioni native (un omaggio alla storia dei tantissimi mapuche che hanno attraversato in massa le Ande dopo essere stati privati della loro terra dallo stato cileno).

spiaggetta sull’Hechulafquen, parque nac. Lanin

Però, come al solito in Patagonia, le bellezze naturali la vincono – e al Parque Nacional Lanín, sotto l’imponente e fotogenico vulcano omonimo col cocuzzolo ricoperto di glassa bianca, passiamo una bella giornata selvaggia di lunghe camminate tra sentieri e boschi e cascate fino a spiaggiarci sulle rive nere del lago Huechulafquen a scottarci al sole e sguazzare come trote brave nell’acqua gelata e limpidissima. E in un attimo è già ora di tornare sull’altra faccia delle Ande: prossima tappa Pucón, la vuelta a Chile

(altre foto qui)

Annunci
Categorie: Argentina | Lascia un commento

Navigazione articolo

Lasciaci un pensiero!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: